venerdì 18 gennaio 2008

Solo contro tutti


Il silenzio che sovrasta New York. Spazio nello spazio.
Strade vuote. Semafori spenti. Grattacieli disabitati. Apocalisse.
Un cielo plumbeo, una vegetazione che si fa spazio in angoli urbani dove non è ammessa. L’assenza di vita che scorre, di rumori a imbastire la quotidianità, di civiltà a colmare gli ambienti.
E un uomo solo. Un sopravvissuto che, tutti i giorni a mezzogiorno, quando il sole è più alto in cielo, è al molo in cerca di altri uomini.
I primi sessanta minuti (circa) di “Io sono Leggenda”, sono indescrivibili. Ti schiacciano alla poltrona come se, allargare le distanze fra te e lo schermo, servisse “a restarne fuori” o a farti credere che paure ed angosce non riusciranno mai a trovarti nel buio della sala. Invece ti invadono tutto il corpo e piano, piano entri a far parte di tutto questo. Diventa normale avere paura del silenzio, trasalire all’improvviso frastuono, desiderare un posto sicuro.
I primi piani, su un volto scavato e leggermente invecchiato, di un sublime Will Smith sono emblematici. Nel primo tempo, la pellicola raggiunge livelli altissimi.
Poiché è capace di scalfire l’animo umano, in sensazioni via via più tangibili, attraverso i timori più grandi dell’uomo: la solitudine, l’autodistruzione e gli eventi inspiegabili (e incontrollabili).
Una prima parte che gioca molto anche sul rapporto di Neville (Will Smith) con il pastore tedesco Sam (Samantha), amicizia che mantiene a galla quell’umanità che sentiamo progressivamente flebile. Ci intenerisce e strumentalizza la nostra sensibilità, fino a commuoverci.
Insomma, un primo tempo che annebbia i sensi. Si è così complici che, quando appare “intervallo” sul grandeschermo e la sala riacquista la sua luce naturale, ci si guarda attorno aspettandosi di vedere i propri vicini scialbi e muniti di canini appuntiti.
Poco prima della pausa, però, si percepisce un lieve tracollo confermato poi da un secondo tempo estremamente breve (racconto un aneddoto piuttosto divertente: appena apparsi i titoli di coda, una voce da dietro alla mia poltrona ha esclamato: “Ma come! Io ho comprato sei pacchetti di “M&M’s” e non ho fatto in tempo nemmeno a finire il secondo!!!”), più dinamico ma decisamente meno convincente. Effettivamente, non potevamo pensare di stare in quel limbo sino alla fine, il film prima o poi avrebbe avuto bisogno di una svolta ma la sterzata è risultata troppo brusca e banale. Finale da dimenticare, insomma.
Raccontare di un uomo solo, in una città così grande, alla disperata ricerca di una verità (anche solo mezza), poteva risultare azzardato e cadere immediatamente nel soporifero invece - facendo perno soprattutto sulla maestosa bravura di un maturo Will Smith – ha retto per una buona ora.
E se poi “creature” e conclusione non ci sono affatto piaciuti, ci si può rifugiare nelle pagine dell’omonimo libro (di Richard Matheson) da cui è tratto questo film e lasciare libero sfogo alla fantasia anche se, da parte mia, Robert Neville avrà pur sempre pelle scura e orecchie a sventola.

Trama
New York, 2012. Un virus ha raso al suolo la città di New York, e trasformato i superstiti in vampiri mutanti. L’unico immune a questo batterio è Robert Neville (Will Smith), un colonnello dell’esercito alla ricerca di un siero che possa debellare il “male”. Neville, insieme al fedele cane Samantha, affrontano il mondo (oramai deserto) durante le ore di luce, quando le affamate creature mostruose non possono attaccarli. La razza umana è in pericolo estinzione, e solo un uomo è in grado di salvarla.

Citazioni
- "Mi chiamo Robert Neville. Sono un sopravvissuto e vivo a New York. Sto trasmettendo su tutte le frequenze in onde medie. Sarò tutti i giorni a mezzogiorno sul molo, quando il sole è più alto in cielo. Se siete là fuori. Se c'è qualcuno là fuori. Vi prego, non siete soli"
- Robert Neville (Will Smith) “Non è stato Dio a fare tutto questo, ma noi”
- “Il mondo è più silenzioso, adesso dobbiamo soltanto ascoltare di più”
- “Le persone che cercano di far diventare peggiore questo mondo non si concedono mai un giorno libero”

Carta d'identità
Titolo originale: I Am legend
Titolo italiano: Io sono leggenda
Data di uscita (in Italia): 11 Gennaio 2008
Genere: Drammatico
Durata: 100'
Regia: Francis Lawrence
Cast: Will Smith, Gabrielle Union, Justin Morck, Alice Braga, Salli Richardson
Da vedere: non per chi si attende un horror o un action movie. La drammaticità con cui vengono raccontati gli eventi- grazie anche alle qualità di un grande interprete – rendono la pellicola meno scontata (almeno per la prima ora). Trascinante.

4 commenti:

Deneil ha detto...

olèèèèè!ti dico subito che riceverai i complimenti anche da mr hamlin che più o meno la pensa uguale..e non lo dico per anticiparlo ma semplicemente perchè ci siamo tenuti in equilibrio a vicenda mentre cercavamo di difendere il buon will e il suo cane da oscar!
ottima recensione come al solito..ma che te lo dico a fare??anzi quasi quasi smetto di dirtelo che poi te la tiri!
mr hamlin(e puro io) ti farà anche notare la bruttura della computer graphica..d'accordo su will e sul finale un po così..io e hamlin rimaniamo a quanto dice trinity tra i pochissimi ad aver difeso il film avendo letto il libro..che poi i confronti non van fatti e blablabla...

Chiara ha detto...

Eheh! Ragionissima Den (Mister, Trin). Il libro non l'ho letto, ma lo metterò in conto (fra i "libri da leggere nel 2008"... lista che si sta allungando, quasi quanto quella dei film... Ossanto, dovrò comprare una casa nuova per farci stare tutto!).
Grazie, dell'affetto e della fiducia. Come sempre.
Mitico Sam il cane pastore tedesco!!!

Mr. Hamlin ha detto...

Confermo (e pertanto non sto a ripetere) quanto anticipato da Deneil, aggiungendo però che per te "Robert Neville avrà pur sempre pelle scura e orecchie a sventola" probabilmente perché non hai ancora visto "L'ultimo uomo sulla terra".
Con tutto l'affetto per Will Smith (grande prova la sua), Nevile E' Vincent Price. Almeno per me.

Chiara ha detto...

Capito... altra aggiunta nella lista. "L'ultimo uomo sulla Terra". Sarà fatto "capo"! ;)

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