domenica 15 aprile 2007

La verità è nel gelo di Archangel...


Che ci fa Daniel Craig in giacca e cravatta, nella gelida Mosca anni ’90 e poi, in colbacco e cappotto, nell’ancora più glaciale Archangel?
Nel 2005, esce “Archangel”, appunto, thriller politico diretto da Jon Jones che, con non poca confusione, rimesta nel passato della storia russa, alla ricerca di segreti e misteri dell’era staliniana. Ed il nostro Daniel interpreta il professor Fluke Kelso, storico inglese giunto in Russia a far risorgere “quel” personaggio politico responsabile della morte di milioni di persone nell’Ex Unione Sovietica degli anni ‘30.
Dopo un’importante conferenza, Kelso viene avvicinato da un anziano sconosciuto che si rivela, poi, capo della polizia segreta nonché braccio destro di Stalin negli anni del suo indiscutibile (e spietato) potere. L’ex agente, testimone dell’omicidio della morte dello statista, svela al professore la presenza di un libro di appunti sotterrato a quell'epoca e mai più scoperto. Inizialmente scettico, lo studioso va alla ricerca del libro. Quando intuisce che, l’oggetto in questione, esiste davvero accetta di collaborare con l’anziano informatore. Il quale, però, nel contempo, viene brutalmente ucciso da chi probabilmente teme che “qualche scomoda verità” venga a galla.
Aiutato dalla figlia dell’ex agente, Zinaida (Yekaterina Rednikova), e da un invadente giornalista O’Brian (Gabriel Macht)- che desta innumerevoli sospetti, ma che poi…-, Kelso trova effettivamente le annotazioni, che però non sembrano appartenere a Stalin in persona ma ad una donna… che nella sua innocenza annuncerà ai tre un segreto di grande valore, conservato nella città di Archangel.
Tra soffiate di scarso realismo ed inseguimenti con mafia e governo russi- stranamente con lo stesso obiettivo- , ci si spinge verso un finale piuttosto prevedibile, ma necessario.

Ho timore di ripetermi cadendo in un’ineccepibile banalità (vogliate perdonarmi) ma non riesco a fingere nemmeno alla distanza che, i miei pensieri, percorrono sino al display: il film ha una bellezza sottile, troppo fragile per definirsi “capolavoro”, tutt’altro! Eppure mi ha dato emozioni. Non certamente solo la copertina rossa ed un po’ lisa di un diario sovietico o una sparatoria a sfondo bianco-neve quasi natalizio ma, e soprattutto, scrutare quegli occhi vivissimi, quell’espressività dura, quell’immergersi inevitabilmente nel personaggio che gli vive accanto nei giorni delle riprese: amo questo e molto altro… facendomi pensare che le sensazioni, che questo 39enne inglese (dopo aver visionato diverse pellicole, nelle quali fosse protagonista), trasmette stiano avanzando con passo sicuro verso le stesse che provo nei film di Sean Penn … quasi a toccarsi.
Anche se un film nasce da una storia da raccontare, dagli occhi di un regista (e i suoi attori) e da una cinepresa, diventa grande solo dal cuore di ognuno di noi.
Apritelo sempre davanti ad un grande (o piccolo che sia) schermo… .

Titolo originale: Archangel
Titolo italiano: Archangel
Data di uscita (in Italia): Aprile 2005
Genere: Drammatico, Storico
Durata: 131'
Regia: Jon Jones
Da vedere: per chi é appassionato di storia e di spionaggio. Storico.

1 commento:

Lameduck ha detto...

L'ho visto proprio ieri. Mi ha ricordato, per certi versi, "Dossier Odessa". Certo il finale è un pò frettoloso, come se avessero finito la pellicola a disposizione ma nel complesso la trama (abbastanza inverosimile storicamente) appassiona e ti tiene lì con una buona suspence. Molto carina la protagonista russa e interessante il suo personaggio.
Di Daniel Craig cosa si può dire, oltre che è la prova vivente che Dio esiste e un'assoluta gioia per gli occhi? Un attore eccellente, dalla straordinaria naturalezza. Non sembra mai che stia recitando e questo accresce enormemente il suo fascino.
Ti mando un saluto, ciao!

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