mercoledì 6 giugno 2007

Ai confini di un mondo… infinito

Una maratona… ma non una di quelle dove arrivi stanco ma felice, qualunque sia il tuo risultato. Nossignori, una di quelle dove raggiungi la meta stanco ed un po’ confuso. Non sai spiegarti se la felicità che provi è per via del fatto che ti ha regalato qualcosa di buono o semplicemente perché è finita e basta (e tu cammini ancora sulle tue gambe!). E nemmeno sai se davvero sei contento. O soddisfatto. O nessuno dei due. O entrambi.
Ti auguri soltanto che, quando poggi i piedi a terra dopo 170 minuti circa, trovi la solida consistenza di un pavimento (o tappeto o moquette), non mare in tempesta. E quando esci dal cinema, a respirare la prima boccata d’aria (più o meno buona, ma almeno non viziata) ti trovi a guardare il cielo sperando che nessuna Dea abbia deciso di giocarti un cattivo scherzo, poiché l’ombrello l’hai lasciato proprio accanto all’ingresso di casa.
Perché dopo tre interminabili ore (uso quest’aggettivo, ma senza voler davvero trasmettervi così tanto disprezzo- è solo la parola giusta) hai il timore di uscire dalla sala e trovarti il ragazzo che ti ha venduto il biglietto con strani tentacoli che gli escono da ogni dove o casa tua circondata da una lugubre palude che prima ne avevi proprio ignorato l’esistenza.
Il III capitolo degli amati Pirati stordisce, e parecchio. Sottintendo che sia sempre meno bello del primo (imbattibile) ma perlomeno meglio del secondo. Forse ci abbiamo fatto l’abitudine e quei raccapriccianti mostri marini umanizzati non ci inorridiscono più. O almeno non ci fanno rimettere le penne all’arrabbiata mangiate a cena.
Certo è che questo film di cose grandiose ne ha fatte: effetti speciali, imponenti battaglie (rese ancor più epiche dalla tanta acqua (in mare e dal cielo) che le accompagna), impeccabile colonna sonora, cast ancora una volta strepitoso e… Jack Sparrow (Johnny Depp)…
… avete del tempo?
Perché Johnny Depp non merita poco tempo, poche righe, poche lodi… ma tutto. Perché nei primi (quanto? Si perde addirittura il senso del tempo) minuti (così me la cavo), l’abile Jack non compare e la sua assenza pesa più del pacco di pop-corn che teniamo in grembo. E quando rasta, barbetta e camminata ciondolante (assolutamente irresistibile) fanno il loro ingresso litigando con i propri ego (la solitudine gioca strani scherzi), cercando di trainare la “Perla Nera” con fune e braccia e poi aiutato da una miriade di granchi-sasso… insomma quando fa qualsiasi cosa (anche leccare il proprio cervello- non è una metafora orribile, chi ha visto il film mi comprenderà), Jack Sparrow tiene l’universo su un dito mignolo, e non solo quello femminile. Dunque la parola “poco” non può bastare a descrivere cotanta grandezza. Quando un uomo è bello, può permettersi matita, rimmel, unghie sporchissime ed anche puro egocentrismo. Ma, solitamente, la bellezza può bastare a nascondere il “poco” talento. Invece, in suddetto “caso umano”, vi sono entrambi. Bellezza (da vendere) e bravura (meglio tenersela stretta, è così rara e costosa!).
Vederlo darsela a gambe davanti alle difficoltà, battibeccare con i suoi compari, rifiutare baci o anche solo vederlo ripetere l’ormai famoso tic (inarcando il labbro superiore) è… come trovare un tè caldo dopo un grande sforzo. Sembra che ti rigeneri, ma non ti senti mai sazio.
Ed anche se, dopo eterni titoli di coda (se ci penso bene… sono ancora là), lui non ci sarà (al suo posto una famiglia Turner felice ed allargata), il suo sorriso e la sua andatura dinoccolante ti faranno sorridere ancora per molto. E meno male che, anche a questa maratona, ho deciso di parteciparvi.
Non dimenticatevi di guardare l’orizzonte, l’intramontabile Jack vi sorprenderà ancora una volta.
Spendo volentieri due righe (ma ce ne vorrebbero di più) per un personaggio che già doveva fare il suo ingresso nel II episodio (dannato albero! Dannata gravità!), ovvero il padre di Jack, il signor Teague Sparrow, nonchè chitarrista dei Rolling Stones nella vita reale, ma soprattutto ispiratore del personaggio di Jack. Insomma, un tuttofare che con la sua chitarra è in grado di far tacere qualsiasi rumore. Anche in sala.

Trama
Premetto, non seguo telenovela alcuna, a maggior ragione le 10654231 puntate di “Beautiful”. Suppongo però che se fossi una fan accanita e, se per motivi validi (come una vacanza in Tunisia, o una febbre altissima o vari ed eventuali), dovessi non seguirlo per 14 giorni (forse ne bastano 7), al mio ritorno ai soliti Ridge, Brooke, Taylor, ecc (Google fa miracoli in quanto a ricerca immediata) si aggiungono NostraAdamus figlio segreto di quello e quella, Ercole amante di colei che ha ucciso… bla bla bla… un vero disastro.
Fortunatamente, nei “Pirati dei carabi”, se si aggiungono personaggi non sono di certo con mascelle prorompenti o amanti segretissimi… però, nel III episodio spesso e volentieri mi sono trovata basita davanti a nomi e volti che “ma porc… io l’ho già visto questo…”, e mi perdevo tre quarti d’ora di film (bè che il tempo non manca per recuperare!). A parte questo, dopo ore ed ore a rimuginare (ho cambiato 15 magliette, da quanto ci ho sudato) ecco la sintesi del più recente episodio di Jack ed i suoi fratelli:
Avevamo lasciato Jack Sparrow (Johnny Depp), in evidente difficoltà fra i tentacoli dell’orrenda bestia Kraken del nemico Davy Jones (Bill Nighy). Non lo sapevamo (e mi chiedo com’è ho fatto a dormire sonni tranquilli, non avendo notizia di dove Jack fosse finito), ma dopo quello scontro Sparrow è stato traghettato nello scrigno di Davy Jones (luogo dove vengono tenuti coloro che non hanno pagato i debiti con lui). E lo vediamo, in tutto il suo splendore, intento a litigare con sé stesso e a smuovere invano l’ormai pensionata “Perla Nera”.
A sua insaputa, intanto, i compagni d’avventura Will Turner (Orlando Bloom), Elizabeth Swann (Keira Knightley) e Barbossa (Geoffrey Rush) con il resto della ciurma, salpano i mari alla ricerca dell’amico, allo scopo di riunire i “Nove Pirati Nobili”. La nuova forza, infatti, sarebbe in grado di liberare la Dea Calypso (imprigionata in un corpo umano) e prendere, così, il controllo dei mari. Inoltre, assieme al pirata Sao Feng (Chow Yun-Fat)- anche lui dei nove pirati nobili- ed il suo equipaggio, tentano di sconfiggere la Compagnia (nata a scopo di eliminare ogni Pirata rimasto) e, appunto, l’invincibile Jones (e mostri al seguito).
Fra scambi di equipaggio, colpi di scena e tradimenti, il film giunge (dopo tre estenuanti ore) ad una “fine” che, a mio avviso, non è del tutto compiuta… volete dire che capitan Sparrow non si senta ancora del tutto soddisfatto?
Noi abbastanza. Opportuno, naturalmente, che Gore Verbinski e soci si prendano un annetto sabbatico, per ora il III episodio può quella placare quella sete di Pirati che c’ha tenuto compagnia per un anno circa, dopo il secondo episodio così così.
E comunque questa trilogia va premiata sul serio, per l’impegno e l’impiego di numerosi addetti ai lavori (cameraman, aiuto cameraman, aiuto dell’aiuto cameraman, parrucchiere, chi tiene lo specchio al parrucchiere, e così via), lo testimoniano i titoli di coda, spaventosamente lunghi (non che io sia una di quelle che si ferma sino all’ultima lettera dell’ultima riga dell’ultimo titolo di coda, anzi, ma ero al corrente che dopo questi vi era un “Dieci anni dopo”).
Complimenti a tutti, nessuno escluso. Anche a Johnny Depp… l’ho già detto?

Citazioni
- "C'è di più di quello che appare in te e non è che quello che appare sia poco"
- "C'è così tanto male in queste acque che anche il più spietato dei pirati ne ha paura"
- Barbossa (Geoffrey Rush) "Non è affondare nella terra dei morti il problema, il problema è riemergere"
- "Per ciò di cui più tieni al mondo c'è un prezzo che prima o poi devi pagare"
- Jack Sparrow (Johnny Depp) "E' grazie alle grazie che siamo nei casini in cui ci siamo messi"
- "Per mille palle di cannone con la barba!"
- Barbossa "L'ultima volta che ci siamo visti mi hai sparato!" - Jack Sparrow "Non ero io!"
- Jack Sparrow alla sua ciurma "Non vi posso lasciare da soli un momento che mi avete mandato tutto in malora!"
- Jack Sparrow "Nave MIA, IO capitano!" - Barbossa "Ma io ho le carte!" - Jack Sparrow "Mmm... allora tu... CARTOMANTE!"
- Jack Sparrow "Nessuno è venuto a salvarmi solo perchè sentiva la mia mancanza?
- Jack Sparrow "Se posso avere un macete per la giungla dei tuoi pensieri..."
- "Il punto non è saper vivere per sempre, ma saper convivere con sè stessi per sempre"
- Jack Sparrow all'amico Gibbs (Kevin McNally) "Signor Gibbs, potete tirare il mio cappello se vi va..." Gibbs esegue e guarda il capitano Jack con soddisfazione, quest'ultimo di rimando esclama "Ora, andatelo a prendere!"
- Will Turner (Orlando Bloom) a Elizabeth Swann (Keira Knightley) "Tieni gli occhi puntati sull'orizzonte"

Carta d'identità
Titolo originale: Pirates of the Caribbean: At worlds end
Titolo italiano: Pirati dei Caraibi - Ai confini del Mondo
Data di uscita (in Italia): 23 Maggio 2007
Genere: Azione, Avventura
Durata: 168'
Regia: Gore Verbinski
Da vedere: le interpretazioni di Depp valgono sempre almeno quanto il prezzo del biglietto. A chi si è lasciato prendere da questo mondo di mari e pirati, non è mai detta la parola "fine", ma per lo meno non si rimane a bocca spalancata come nel II episodio. Rinvigorito.

10 commenti:

filippo ha detto...

Bellissima recensione...sono d'accordissimo con te (anche se mi sa che siamo gli unici due ad aver apprezzato questo film)...come dici tu, non supera il primo, ma è meglio del secondo...mi sembra di aver capito che tu sei riuscita a vedere questa famigerata scena dopo i titoli di coda...io non ce l'ho fatta (hanno acceso subito le luci...)...mi puoi dire in cosa consiste? Mi sembra di aver capito che si tratta del futuro di "casa Turner"...

Chiara ha detto...

Grazie Filippo!
L'ho vista: esatto. Te la racconto, aspetta però lascio un avviso: PER CHI NON VOLESSE CONOSCERE LA SCENA CHE APPARE SUCCESSIVAMENTE AI TITOLI DI CODA NON LEGGA QUESTO POST.
Bene, eccoci, la scritta "Dieci anni dopo" anticipa l'arrivo di un bimbetto dai capelli lunghi fino alle spalle. Canta la canzone dei pirati e guarda l'orizzonte, al suo fianco appare Elizabeth che insieme a lui guarda il sole tramontare... subito dopo appare come per magia una barca con a bordo Will, che fiero va incontro alla sua nuova famiglia.
Che dici?

filippo ha detto...

Quindi un lieto fine...questo abbassa le prospettive di un possibile quarto capitolo...però il fatto che sia stata messa come scena nascosta può benissimo farla ignorare, dando la possibilità di continuare da dove si è fermata le maggiorparte delle persone...sono proprio dei furbetti...;)

Chiara ha detto...

Ottima conclusione, perspicace!
Che biricchino quel Verbinski... ;)

Lameduck ha detto...

confesso che il secondo episodio... l'ho dormito. Stanchezza eccessiva e necessità quindi di una seconda visione. Questo volevamo andare a vederlo ma poi mi sono ammalata. Recupererò in DVD, vista la recensione. ;-)

Chiara ha detto...

Prima di tutto, spero che gli "acciacchi" per lo meno siano spariti, in seconda battuta anche a me il II aveva "addormito" un poco. Però il III, nonostante il sonno che ad un certo punto non può mancare, è decisamente meglio. Fai sapere!

Lameduck ha detto...

Una rabbia! E io che volevo tanto vedere il polipone! Quando mi sveglio 'o polipone non c'è più, titoli di coda. Mannaggia! Oh, con il DVD posso sempre rimediare ma sai com'è.

Anonimo ha detto...

Marco
tra impegni vari non sono ancora riuscito a vederlo, ma ora che ho leggiucchiato la tua recensione vado, anzi prima mi faccio un ripasso delgi altri due per riuscire a ricordare tutti i personaggi...
ciao

Anonimo ha detto...

Marco
il giorno dopo aver visto il film...Non so, mi sento un po' insoddisfatto, l'inizio un po' lento disorienta, poi l'arrivo di Jack e le scene d'azione ti incollano letteralmente allo schermo, ma non è riuscito a darmi le sensazioni del primo. Non sono uscito esaltato dalla sala, ma normale...
ciao ciao

Chiara ha detto...

Vero?
Hai avuto le mie stesse sensazioni, magari le mie decisamente più "spiccate" delle tue, considerata la mia "simpatia femminile" nei confronti di Sparrow... al cuor non si comanda ;p
Però, troppo lento proprio.
Grazie Marco!

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