mercoledì 18 aprile 2007

Nicolas prevede... guai!

Chiedo venia per il ritardo di “consegna” del post, stavolta gli impegni (fra l’altro non giunti a buon fine… per ora!) si tingevano di nero-azzurro… e quando i colori “chiamano” per forza gli si risponde… dunque “sosta” piuttosto giustificata.

Finalmente, Nicolas Cage, si è tolto i panni dello scheletro di fuoco in sella alla sua motocicletta rombante (chissà perché, quelli da pompiere eroe dell’11 Settembre, non mi erano rimasti cosi impressi). Sì perché, conoscendo poco la sua filmografia, associavo l’immagine di paladino della notte al suo volto (e viceversa): senza però tener conto che Cage ha alle spalle una cinquantina di pellicole!
Così, è arrivato il momento di rivoluzionare la sua figura, da quella di “cavaliere a due ruote” a quella (più reale) di uomo tv (nello specifico, un meteorologo- per altro senza una laurea, dunque più appropriata la definizione di “veggente del tempo”) e padre di due figli, un po’distratto e pieno di guai- come se tra lui e loro ci fosse una calamita gigante ad attrarli inevitabilmente.
The Weather Man”, esce nelle sale nel 2006 diretto da Gore Verbinski ed interpretato, appunto, da quel Nicolas Cage dall’espressione buffa, caricatura di sé stesso e dei personaggi da copione che gli spettano. Espressivamente ilare, eppure capace di vestire ruoli responsabili senza mostrare difficoltà, Cage mostra qualità notevoli, poiché costantemente competente, in ogni trasformazione (mantenendo, poi, la stessa espressione facciale!).
Nella suddetta pellicola, la trama non volge a situazioni complesse, anzi, ci narra “solo” come la sfortuna perseguiti il nostro protagonista, che se la porta appresso quotidianamente: il personaggio in questione, come anticipato, è David Spritz (Nicolas Cage), famoso esperto di previsioni del tempo nella tv locale di Chicago. Al di fuori della sede televisiva, il successo non è però lo stesso: marito infelice (la ex moglie Laurinne, sta per sposare un altro uomo- o se volete mister “Ca..o di gomma, come “affettuosamente” lo chiama David; e tutto per colpa della salsa tartara ed un fondoschiena forviante!), padre altrettanto disastroso (due figli: Mike, il più grande, é in cura da uno psicologo- o viceversa?- per le bravate scolastiche; Shelly, la più piccola e grassottella, che ama i vestitini aderenti e le sigarette a dodici anni, crede fermamente che il soprannome “zoccolo di cammello”, assegnatole dai compagni, non sia collegato alle pieghe dei pantaloni troppo stretti ma al sua personalità… “tosta”) e figlio perdente, incapace di seguire le orme del padre Robert (un grande Michael Caine) scrittore di successo, ma anche arrendevole davanti alla malattia del “papone” che lentamente se lo porta via.
Non solo in famiglia, però, le sventure hanno un “peso” significativo: personaggio pubblico scontroso, tra innocenti fan che gli chiedono autografi (“ca..o” è un intercalare di moda, nel suo linguaggio), pedone un po’ sfigato, considerato che ogni giorno tra le strade di Chicago qualche d’uno si diverte a lanciargli cibi e bevande di ogni tipo sfornati dai fast food: frullati, bibite ma anche torte alla crema.
Insomma, un “Fantozzi” (prego i fan di Paolo Villaggio di accettare l’azzardato paragone, solo per il breve istante che intercorre fra qui e la fine di queste righe) all’americana, tanto per rendere l’idea della nuvoletta sopra la testa.
Tutto nero… sino al giorno in cui la nota rete televisiva newyorkese, “Hello America”, non lo contatta per un provino. Si aprono così le porte della speranza, nuvole spazzate via dall’ottimismo di avere il posto, la moglie, la casa e i soldi. Sereno che si oscura immediatamente quando il padre gli rivela che la malattia gli concederà solo qualche mese e che la moglie ha in serbo il progetto di matrimonio con il compagno.
Ma Dave (per gli amici… quali?) avrà la forza di crederci, convinto che le avversità l’hanno reso immune a qualsiasi altra sofferenza, si rialzerà dalle innumerevoli sconfitte pronto ad affrontare quell’unica opportunità che il ChissaChi ha voluto offrirgli…
Film leggero, senza particolari spunti impegnativi, ideale per quelle sere dove tutto ti sembra ostile (un po’ come questa, per me… sempre per i colori nerazzurri a cui accennavo prima ;)). Senza particolari sforzi si arriva all’attesa e meritata rivincita:
… già per uno che, ad una parata, precede SpongeBob… non può che permettersi un finale glorioso.


"Lo sai che la cosa più difficile da fare e la cosa più giusta da fare, spesso, sono la stessa cosa?"

"... ma facile non rientra nella vita degli adulti"
("The Weather Man" - 2006)


Titolo originale: The Weather Man
Titolo italiano: L'uomo delle previsioni
Data di uscita (in Italia): 03 Marzo 2006
Genere: Commedia
Durata: 102'
Regia: Gore Verbinski
Da vedere: per chi sente il peso quotidiano della sfortuna. Spensierato.

1 commento:

Roberto Bernabo' ha detto...

nuovo template ... bene, bene.

Rob.

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