venerdì 2 gennaio 2009

Nella trappola di un genio


Bryan Singer dà vita ad un lavoro straordinario: una trama volutamente lenta, caratterizzata da numerosi dialoghi e poca azione ma psicologicamente inarrestabile. Una pellicola di contrasti e paradossi, che stringe lo spettatore in una morsa metafisica alla quale non ci si può sottrarre e che negli ultimi venti minuti ridesta da un calcolato (e reversibile) semi torpore.
Paradosso determinato dalle scene di violenza che dovrebbero predominare e che invece risultano sapientemente sporadiche, soppiantate da taglienti dialoghi e continui flashback.
Il tutto incorniciato da una perfetta scelta di tempo (cronologia ed emozioni si incastrano in un mosaico senza sbavature) ma soprattutto dal reclutamento di un cast degno di una trama così sopraffina: un giovane ed irriconoscibile Benicio Del Toro (è il ricettatore Fenster) con il socio in affari McManus (interpretato da Stephen Baldwin), lo sfrontato Kevin Pollak (è lo scassinatore Todd Hockney) ed un bravissimo Gabriel Byrne (è l’ex poliziotto Dean Keaton), leader di questo insolito gruppo di malviventi. La voce fuoricampo è quella dell’unico superstite, il piccolo truffatore Roger "Verbal" Kint, magistralmente interpretato (scontato aggiungerlo) da Kevin Spacey (questa interpretazione gli valse l’Oscar come miglior attore non protagonista). Un (apparentemente) debole impostore, zoppo ed ingenuo, che viene messo alle strette dall'agente di polizia doganale David Kujan (Chazz Palminteri), per un ultimo (e si spera definitivo) interrogatorio. Dal suo resoconto, prendono vita i continui flashback e da questi si delinea lentamente l’accorto piano di un criminale non semplicemente geniale, ma anche spietato calcolatore.
Il mistero che si cela dietro al crudele personaggio di Keyser Soze (la mente del grande piano criminale) e l’incursione alla barca sono un vero e proprio assalto alle coronarie. Ma al disopra di tutto, l’atto finale (la sorpresa nel colpo di scena) vale tutto il film e milioni di altri.
Preferirei mantenere questo carattere ermetico per questo imperdibile cult che (in maniera ingiustificata) non avevo ancora assaporato cosicché quel gusto agrodolce che qualche parola in più potrebbe “sciupare”, rimanga nel tempo.
Il mio cuore di cinefila doveva arricchirsi di un personaggio come "Verbal" Kint. Da giovane faceva parte di un quartetto corale a Skokie nell’Illinois, non che la questione cambi qualcosa. O forse sì.
Trama
Si sa, quando la polizia non trova i veri artefici si avvale di quelli più probabili. Fenster, McManus, Hockney, Keaton e "Verbal" Kint non si conosco e non hanno mai lavorato insieme. Eppure vengono fermati per un confronto all’americana per sospetto furto di un camion di fucili.
I cinque malviventi (così diversi, ma in cerca degli stessi “affari”) si trovano a condividere la stessa cella e lo stesso “piano”. Dopo essere stati lasciati per insufficienza di prove e dopo aver compiuto qualche furtarello, vengono ingaggiati da un misterioso boss (Keyser Soze) il quale gli offre un colpo su commissione.
Una trama perfetta per un film piuttosto lento, ma con un finale che vale la pena di chiamare capolavoro.

Qualche curiosità, da conoscere assolutamente: - Il personaggio di Roger Kint, è stato ideato appositamente per Kevin Spacey;
- La pellicola è stata girata in modo tale che nessuno degli interpreti conoscesse la vera identità di Keyser Soze. Assolutamente geniale.
Citazioni
- Roger "Verbal" Kint (Kevin Spacey) "La beffa più grande che il diavolo abbia mai fatto, è stata convincere il mondo che lui non esiste"
- Roger "Verbal" Kint "Diventa un mito, una storia dell'orrore che i criminali raccontano ai propri figli, "Se non obbedisci a papà Keyser Soze ti porta via" ma nessuno ci crede veramente"
- Roger "Verbal" Kint "Keaton diceva sempre "Io non credo in Dio… Però ho paura di Lui". Bè io credo in Dio, e l'unica cosa di cui ho paura è Keyser Soze"
- Roger "Verbal" Kint "E come niente... FUA'... sparisce"
Carta d'identità
Titolo originale: The Usual Suspect
Titolo italiano: I soliti sospetti
Data di uscita (in Italia): 1995
Genere: Thriller
Durata: 106'
Regia: Bryan Singer
Cast: Kevin Spacey, Stephen Baldwin, Gabriel Byrne, Benicio Del Toro, Kevin Pollak, Chazz Palminteri.
Da vedere: imperdibile. Punto. L'interpretazione straordinaria di Kevin Spacey vale oro. Arricchitevi. Geniale.

6 commenti:

Roberto Fusco Junior ha detto...

Un film davvero bello.
Buon 2009!

Anonimo ha detto...

Come hai ben sottolineato, una delle tante "forze" di questo film è sicuramente il cast straordinario.
Ale55andra

Roberto Bernabò ha detto...

Gra n bel film.

Passo anche per informarti che ho trasferito il mio blog all'indirizzo:

http://www.cinemavistodame.com

Ti pregherei di aggiornare il link.

Grazie.

Auguri per il 2009 ... spero ti porti tutto ciò che desideri.

Rob.

Chiara ha detto...

ROBERTO: assolutamente d'accordo.
ALE: più ci penso e più amo il personaggio di Spacey. Irripetibile.
ROBERTO: detto, scritto, fatto. Felice di averti incontrato su FaceBook. Ogni contatto possibile è Ossigeno e possibilità.

mario ha detto...

ciao passo per un saluto buon anno e buona domenica
mario

Chiara ha detto...

Mario carissimo. Un buon inizio a te. Per ogni primo passo.

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