lunedì 25 giugno 2007

Le ragnatele della follia

Stazione di Londra. Gli arrivi e le partenze dei treni annoiati ci mostrano viaggiatori distratti, immersi nella loro quotidianità, nei loro discorsi concitati, nel loro passo affrettato. Invisibili poiché comuni.
Fra questi, c’è un uomo. Lo distinguiamo dalla normalità non solo perché la telecamera ci costringe a farlo, ma anche perché… è solo. Triste e preoccupato. Sembra spaesato da tanto rumore e felicità. Lo notiamo perché è straordinariamente “lento”.
Pausa.
Ora c’è il sole. E ci troviamo di nuovo davanti ad un primo piano dell’uomo. La luce ci rivela che è sporco, biascica parole incomprensibili e, nonostante si trovi in una via deserta, continua ad avere paura.
Lo “strano” individuo, dopo aver consultato un foglio, bussa ad una porta. Quando essa si apre, scopriamo che chi abbiamo seguito sin d’ora ha un nome: Davis (Ralph Fiennes).
Questa vecchia e putrida pensione che ci ha aperto le porte sarà la nuova casa di Davis, ora. Dovremo abituarci.
Dallo scorrere delle immagini, inoltre, riusciamo a conoscerlo meglio. Percepiamo, per esempio, che nonostante abbia un coinquilino piuttosto loquace, continui a preferire gli sguardi. Eppure ci bastano. Capiamo che ama la solitudine, raccogliere oggetti da terra e che le sigarette sembrano l’unico oggetto ad avvicinarlo al “collettivo”.
Davis, inoltre, indossa un cappotto marrone sotto al quale porta quattro camicie, ha pantaloni che vorrebbero essere lunghi ma raggiungono solo le caviglie ed ai piedi calza delle scarpe nere, piuttosto lise. Da questi indumenti sembra non voglia separarsi mai. Nemmeno a dormire. Come se le novità lo terrorizzassero.
Il nostro eremita, sin dal primo fotogramma, aveva con sé una valigia. Di quelle grandi e rettangolari. Anche da quella sembra non volersi dividere, per alcuna ragione. Al suo interno, oltre a cianfrusaglie varie (probabilmente tutte di origine “abbandonate a terra”) c’è un agenda. Piccola e disordinata. Da distratti primi piani sappiamo anche che qualcosa vi è scritto. Ma la calligrafia è indecifrabile.
Sarà proprio da queste illeggibili righe che il film prende vita, forma e colore. Perché è grazie ad una penna ed alla fantasia di una mente contorta che nascerà il ricordo.
Perché Davis ha anche un passato. E, questo, è racchiuso nella sua memoria che i paesaggi, gli odori e le malinconie di quella parte di Londra, rievocheranno.
Non sarà facile, per lui, rivivere la sua infanzia, e non sarà semplice nemmeno per noi comprendere che, dietro a quell’oscura paura, le ombre della sofferenza non si sono mai dissipate.
E ci ritroveremo ad amare così tanto le sue fragilità, da accettare qualsiasi finale. Anche uno così sorprendente.
O almeno, così mi sono sentita io.
Straordinario all’ennesima potenza, Ralph Fiennes. Un interprete che ho conosciuto in questa pellicola. E che da questa lo voglio apprezzare così tanto. Una capacità comunicativa senza precedenti. Così perfetta da commuovere.
David Cronenberg meriterebbe tante parole, ma vi consiglio di guardare questo film. Capirete perché preferisco lo giudichiate voi stessi.

Trama
Chi è Spider?
Spider”, in realtà, è un nomignolo che mamma soleva dare al suo piccolo Davis poiché da bimbo amava intrecciare fili di spago sino ad avere una trama che somigliasse proprio ad una tela di ragno.
Davis lo conosciamo subito in età adulta, quando oramai è uomo ed è costretto ad affrontare da solo la quotidianità della vita.
Naturalmente, il passato di un individuo è importante per saper fronteggiare i problemi presenti e futuri e ci accorgiamo immediatamente che il passato di Davis, non è di buoni ricordi. Ancora frustrato dalla mancanza della madre (uccisa dal padre, quando lui era ancora nel vivo dell’adolescenza), il protagonista torna ad abitare in una pensione nell'East End di Londra, dopo anni passati in manicomio. Questa zona, però rievoca in lui quegli anni difficili, quando orfano di madre “combatteva” contro il padre e la compagna che avrebbe dovuto sostituire la figura materna. Compagna che si rivelerà un'ossessione.
Come mai, infatti, Davis ha passato così tanti anni in un ospedale psichiatrico? L’ improvvisa perdita della madre ha avuto una conseguenza così drammatica nella sua vita da non riuscire a superarla? E perché, non c’è nessuno ad aspettarlo, alla stazione? Cosa successe davvero, “quel” giorno?

Citazioni
- Gestore della Pensione "Signor Davis, come mai porta tutte queste camicie addosso? Quante ne ha? Quattro?" - Coinquilino "Non lo sa? Gli abiti fanno l'uomo e meno c'è l'uomo più cresce il bisogno dell'abito!"

Carta d'identità
Titolo originale: Spider
Titolo italiano: Spider
Data di uscita (in Italia): 29 Novembre 2002
Genere: Thriller
Durata: 99'
Regia: David Cronenberg
Da vedere: innamorarsi della tecnica di ripresa (così delicata) di Cronenberg è inevitabile. Com'è ugualmente scontato considerare questo film, una Grande pellicola. O almeno, lo spero. Fragilmente meraviglioso.

4 commenti:

filippo ha detto...

eh eh...lo sai qual'è il mio parere su cronenberg...grandissimo film, la messa in scena dei falsback è spettacolare...molto bella anche la citazione che hai messo, anche una delle mie preferite...
vabbè...ero deciso a rivedermi La mosca oggi...però ora ho anche voglia di rivedere Spider...uff, che faccio?
Vabbè, tanto sempre di cronenberg si tratta...entro la mattinata deciderò meglio su quale insetto buttarmi...;)
Ciao

Chiara ha detto...

Eh eh! Io LA MOSCA non riesco a trovarla a noleggio, dovrò comprarla o aspettare che la danno in tv. Tu aggiornami, eventualmente ;p
Tanto ho ancora GLI INSEPARABILI da vedermi!
Dalla trama, noto che tratterà ancora di un rapporto morboso, proprio come "Spider" e la madre.
Ti farò sapere che ne penso dei due gemelli, intanto... buon Cronenberg! Fa sapere quale insetto hai scelto...
La tecnica a flashback di Cronenberg è straordinaria, ha incantato pure me...
Su questo regista, ci troviamo proprio d'accordo ;)
A presto!

mario ha detto...

Spider e' un film stupendo, difficile da comprendere alla Cronenberg, ma non ha niente a che fare con la mosca, io ho dovuto vederlo un paio di volte per capirlo, mentre e' stato una delusione "inseparabili"
ciao
mb

Chiara ha detto...

Pensa che sarà il prossimo film che vedrò di Cronenberg! Ossanto, dici che non ne vale la pena???!!! Ti dirò, dai, magari io me ne innamoro perdutamente! ;p no eh?!

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