lunedì 20 ottobre 2008

Amori incompleti


Vicky Cristina Barcelona” è un sinuoso sentiero in salita, in mezzo ad un paesaggio mozzafiato. Senza sforzo ci si lascia trasportare (e ingannare) dallo scenario ma, al raggiungimento della meta, difficilmente ci si scrolla di dosso la fatica. Facilmente l’impegno sovrasta la bellezza.
La nuova fatica dell’indiscusso maestro (Woody Allen), è una parafrasi (malriuscita) di “amore ed equilibrio”. Soltanto che mi ha colpito a pugno duro, proprio in mezzo allo stomaco. Fatico a reprimere quello che, questa pellicola, ha spalancato dentro di me proprio perché il tema dell’amore mi disorienta non poco (soprattutto in un momento come quello che vivo). Se volessi e/o dovessi analizzare l’aspetto profondo e mistico, mi abbandonerei in labirinti senza vie d’uscita rivelando il mio lato sensibile e fragile nei confronti dell’amore (inteso come sentimento vero), dunque proietterei la critica verso l’anima tecnica e stilistica del regista che tanto amo e, negli ultimi anni, seguo.
Allen ha sicuramente fortificato il suo stile nella scelta del cast: la sua musa (Scarlett Johansson) dona come sempre femminilità e sensualità concentrate in Cristina, una giovane donna in cerca della sua parte (volontariamente) artistica e probabilmente di un compiacimento che va al di là dei sentimenti profondi. Alienata e nel contempo ammaliante Penelope Cruz (entra in scena a film abbondantemente iniziato, ma l’attesa intensifica il suo personaggio: una sorta di Amy Winehouse spagnola) nei panni di Maria Elena, l’artista per eccellenza, una combinazione di follia e raffinatezza, che consacrano il talento dell’attrice ispanica. Vicky è invece interpretata da Rebecca Hall, ed è forse (mi permetto di aggiungerlo) il personaggio a cui (noi spettatrici) ci leghiamo morbosamente in quanto riflesso di quella che può essere la donna comune: eternamente insoddisfatta, oppressa da dilemmi paranoici e sgomenta di fronte ad una passione travolgente. Inizialmente ci appare come il personaggio più pragmatico ma un evento riporterà a galla la realtà della sua vita e con essa, anche la parte più “vera”: una circostanza che, seppur breve, le cambierà l’esistenza, le rivelerà la “verità” che da sempre ignora dimostrandole che la vita può essere sì vissuta senza reale partecipazione lasciando che siano gli altri a fare i burattinai della sua vita, ma mai quei “fili” la faranno sentire “viva”. Sarà, per l’appunto, l’incontro con il pittore Juan Antonio (Javier Bardem) a spalancare la finestra sulla sua esistenza, a restituirle un “quotidiano” fittizio. Vivrà come se, senza la presenza di questo artista (emblema della sua autenticità), il mondo le voltasse le spalle. Per quella sola notte, il copione della sua vita, verrà compromesso totalmente. Un breve e solo incontro. Sono colpita dal personaggio di Vicky poiché la sua debolezza è anche la mia.
Amo tantissimo la recitazione di Bardem, le sue metamorfosi, la sua naturalezza (in quest’occasione accentuata da scene recitate – in spagnolo – in lingua originale. I duetti con Penelope Cruz (sua reale compagna nella vita) sono trascinanti): il regista l’ha definito “sessualmente carismatico”, personalmente lo trovo fascinoso, notevole e concreto. Inoltre, trasmette una tale passionalità che (senza remore) mi inebria.
Annoto anche la splendida fotografia di Javier Aguirresarobe: dipinge Barcellona e dintorni con tanta accuratezza e solennità; Woody Allen è molto legato al potere delle ambientazioni, prima di lavorarvi deve amare la città, scoprire ogni angolo, ogni colore e sfumatura e in questo film Barcellona ne esce sicuramente vittoriosa. L’imponenza della Chiesa della Sagrada Familia, opera incompiuta di Gaudì, toglie il fiato: straordinaria.
In fin dei conti, escludendo meccanicità e lentezza, il film è piacevole ma ben lontano dalle opere reali di Woody Allen. Torno a ripetere, senza approfondire, che dal punto di vista emotivo mi ha trafitto profondamente: si discute dell’amore, spesso incompleto ed opportunista, lontano mille anni luce dal sentimento che provo attualmente. Per questa ragione, in definitiva, mi ha aiutata a riflettere.
Trama
Vicky (Rebecca Hall) è una studentessa universitaria in cerca di notizie sulla civiltà spagnola, Cristina (Scarlett Johansson) è invece una regista di cortometraggi in erba. Le due amiche americane raggiungono Barcellona per l'estate. L'incontro con un attraente pittore spagnolo (Javier Bardem) porterà a galla le loro debolezze e paure. Come se non bastasse, l'ex moglie (Penelope Cruz) del pittore catalano, torna nella sua vita dopo un tentativo di suicidio.
Citazioni
- Juan Antonio "Perché ama tanto la cultura catalana?" - Vicky (Rebecca Hall) "Mi sono innamorata a quattordici anni di Gaudì, e una cosa tira l’altra"
Carta d'identità
Titolo originale: Vicky Cristina Barcelona
Titolo italiano: Vicky Cristina Barcelona
Data di uscita (in Italia): Cannes 2008 - 17 Ottobre 2008
Genere: Commedia, Drammatico, Romantico
Durata: 90'
Regia: Woody Allen
Cast: Javier Bardem, Scarlett Johansson, Penelope Cruz, Patricia Clarkson, Kevin Dunn, Rebecca Hall, Pablo Schreiber, Carrie Preston
Da vedere: dietro alla cinepresa c’è un “certo” Woody Allen: una sufficiente motivazione per non perderlo. Indefinibile (attualmente).

5 commenti:

Alberto Di Felice ha detto...

Il "punto di vista emotivo", in realtà, ti ha aiutato a capire il film. Che infatti è molto bello.

Anonimo ha detto...

Va bene tutto...ma quella voce narrante io l'ho trovata a dir poco irritante. Per il resto, tra alti e bassi, il film è piaciuto anche a me, pur constatando che si tratta di uno dei "peggiori" di Allen, anche tutti i film di Allen sono sempre e comunque più che sufficienti.
Ale55andra

Chiara ha detto...

ALBERTO: forse hai ragione, ripensandoci non è stato poi così male.
ALE: d'accordissimo su tuttissimo, VERO! Quella voce narrante era del tutto inutile e sgradevole, illustrava fatti già chiarissimi di per sé. Che nervi!

Mr. Hamlin ha detto...

Stavolta non sono d'accordo.
Pur non essendo un capolavoro (un "Match point", tanto per intenderci parlando di Allen recenti), mi è piaciuto molto.

Scritto benissimo e piuttosto ben interpretato (da Bardem e dalla Cruz me lo aspettavo, mentre mi ha piacevolmente sorpreso la Hall), tranne che dalla Johansson (musa di Allen, ma piace molto pure a me... tranne che in questo film...)

Per tacere poi di Barcellona, città che adoro e nella quale torno non appena posso.

Chiara ha detto...

MAESTRO, desidero assolutamente visitare La Sagrada Familia. Ammirarla e amarla. Già dalle riprese del Maestro (quell'altro "occhialuto") mi ha lasciata senza fiato. Spero di averne la possibilità al più presto.

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