domenica 13 maggio 2007

Le ossessioni di Jim

Ci sono attori che nascono per far ridere, il loro successo sta tutto in quella faccia “di gomma” che diverte anche quando in scena non c’è alcuna ilarità. Devono far ridere, o rischiano di perdere tutto il loro smalto. Jim Carrey è uno di questi. Lo osservi mentre indossa una buffa maschera verde, mentre salvaguarda animali indossando una camicia a fiori che non metteresti nemmeno se te la regalassero, oppure mentre litiga con sé stesso perché non riesce più a mentire al proprio figlio.
Non può “vestire” altri ruoli, gli andrebbero troppo stretti, il nostro Jim é l’emblema della comicità. Punto.
Aveva già tentato di farcelo capire: alla soglia dei 40 anni non voleva più essere visto come l’eterno “bambinone”, lanciava segnali di fumo con “The Truman show”, “Man on the moon”, “The Majestic”… commedie dal sapore leggermente drammatico che ci facevano storcere il naso. Divertiva, preoccupava, commuoveva… era capace di interpretare tutto questo con la stessa bravura. Ma noi dimenticavamo immediatamente quel lato “malinconico”, e tornava ad essere il solito “vecchio” Jim: “Una settimana da Dio”, “Dick&Jane - Operazione furto”, “Se mi lasci ti cancello”. E chi se ne importava se dentro di lui qualcosa stava cambiando. Il suo umorismo bastava a nascondere le sue fragilità.
Ma qualcuno l’aveva avvistato quel “fumo”. Eccome. Un regista dal cognome che assoceresti più ad un autodromo che ad una macchina da cinepresa (Joel Schumacher), aveva intuito che quel sorriso e quegli occhi vispi, arrivati a 45 anni, erano stanchi di divertire. “Number 23”, avrebbe sorpreso tutti.
La pellicola è un continuo crescendo di angoscia e di paura, le scene di vita quotidiana sono perfettamente miscelate a quelle immaginate dal protagonista (in riferimento al libro, che sarà poi la causa scatenante di tutto ciò a cui assisteremo), che si estraniano dalle prime per quell’effetto a metà strada tra il sogno e l’irreale. Vagamente retrò.
Man mano che Walter Sparrow (che non ha alcuni legami di parentela con lo Sparrow- Jack- che vedremo ai “confini del mondo” il 23 Maggio) (Jim Carrey) si addentra nelle pagine del romanzo dalla copertina “rosso sangue”, il film devia dal thriller al drammatico con un non so che di horror che vi terrà incollati alle poltrone “sin ce morte non vi separi”. Se ne ha bisogno, a volte, di pura adrenalina.
E bravo Jim, perfetto nel trasmetterci le sue inquietudini, paure ed i suoi misteri, con un’espressività che non ci fa rimpiangere il ciuffo di Ace. Bravo, bravissimo anche Schumacher a farci risolvere il “caso” verso metà del secondo tempo, per poi cogliere alla sprovvista con un finale ancor più terribile. Geniale l’idea di perseguitarci con il numero 23, facendolo apparire ovunque e comunque: sullo sfondo, sulle targhe, sulle insegne, nelle “nostre” date di nascita, nei nomi di parenti e amici, ci ritroveremo ad inventarci una serie di assonanze con termini che fra loro non c’azzeccano manco a volerlo, pur di ottenere quel dannato “ventitré” che non smetterà di rimbombarci nella mente.
Andatelo a vedere, vi prego, non lasciate che quest’ossessione perseguiti soltanto noi.

Ah, ieri ho dato uno sguardo (fortuito) all’incasso, e subito dopo al termometro vicino all’ingresso… entrambi segnavano… ventitré. Persone, gradi… un numero è solo un numero… no?

Tra un’angoscia e l’altra, “buttate” l’orecchio alle musiche (io lo faccio sempre, non l’avevate capito?), l’autore è Harry Gregson-Williams, lo stesso di “Le cronache di Narnia”, davvero lodevoli. Entrambe.

Trama
Walter Sparrow è un annoiato accalappiacani che, tra uno sbadiglio ed un altro, coltiva la passione per la lettura. Sposato da 13 anni con Agathta (Virginia Madsen), hanno un figlio e vivono felici nella nuova casa.
Un giorno, Walter, viene chiamato per catturare un cane di nome Ned. Ebbene, questo misterioso animale, cambierà per sempre la sua apparentemente monotona quotidianità.
Si troverà infatti tra le mani un romanzo, regalatogli dalla moglie, dal titolo “The number 23” che lo costringerà a rivangare in un passato che non gli sembrerà appartenergli.
Tra le pagine, infatti, scorgerà qualcosa di inquietante: il protagonista del libro, il detective Fingerling, avrà aspetti incredibilmente paralleli alla vita di Sparrow, sino ad intrecciarsi con verità agghiaccianti.
Un thriller mozzafiato con un finale inaspettato e che tormenterà anche fuori dalla sala. Provate a sommare i numeri che compongono la vostra data di nascita, o la targa della vostra automobile, o le lettere che compongono il vostro nome. Prima o poi… anche voi verrete risucchiati dal turbine di “quel” numero.

Citazioni
-“Come va il braccio?” – Walter Sparrow (Jim Carrey): “Sto aspettando solo che cada” – “Meno male non ti ha morso altrove!”
- Walter Sparrow (Jim Carrey) al figlio, che ha sorpreso in dolce compagnia: “E’ molto carina, assicurati che rimanga tale”.
- “La sua promessa non vale il sangue su cui era scritta”
- "Il nome è solo un nome e un numero è solo un numero, no?”
- “La gente prega, perché crede che farlo li possa aiutare”
- “Lei trovò il libro, o il libro trovò lei”
- “Non sei una persona cattiva che col tempo é migliorata. Sei una persona malata che è semplicemente guarita”
- “Non esiste il destino, ci sono solo scelte da fare. Alcune sono facili, altre No. E sono queste a dirci chi siamo”
- “Forse non è il finale che volevate ma sono sicuro che è quello giusto”.

Carta d'identità
Titolo originale: The number 23
Titolo italiano: Number 23
Data di uscita (in Italia): 23 Aprile 2007
Genere: Drammatico, Thriller
Durata: 95'
Regia: Joel Schumacher
Da vedere: a chi necessita di emozioni forti, questa pellicola ne ha da vendere. Angosciante.

2 commenti:

filippo ha detto...

Stimo moltissimo Jim Carrey, lo considero un magnifico caratterista...ma questo film non mi è proprio piaciuto...sarà per il fatto che non stimo molto Schumacher, ma la storia mi è sembrata abbastanza confusionaria e piena di lacune. Secondo me una buona idea sfruttata male...

A presto

Filippo (Cinedelia)

Chiara ha detto...

...
mmm...
...
mmm...
va bene, va bene... perdonato comunque!!! ;P
Almeno sulla bravura di Jim ci troviamo d'accordo!
Alla prossima!

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