sabato 9 giugno 2007

Anche gli attori... scrivono



"Preferisco di gran lunga lo scrivere al recitare, perchè si può farlo mollemente sdraiati su un divano, invece che correndo su e giù per una scala 14 volte. Ma io sono una persona molto frivola e sono semplicemente attratto dall'idea di starmene lì seduto in modo molto bloomsburiano"


Nel 1996, James Hugh Colum Laurie (perchè proprio Hugh e non James? Faceva molto "Il mio nome è Laurie, James Laurie"), era interprete di ruoli minori nei telefilm per la tv, in qualche doppiaggio e nei film a cartoni animati. Così, nei panni del manigoldo Gaspare, ne "La carica dei 101 - Questa volta la magia è vera", Laurie nello stesso anno raggiunge anche il grande schermo. Ruoli che però, a giudicarli con il senno di poi, non potevano bastare a raccontarci il fascino e l'originalità che nascondeva questo 37enne attore londinese.
Oggi (che di anni ne ha 48), troppo spesso, si tende a chiamarlo "Gregory House", personaggio che interpreta dal 2004 e che, possiamo dire, in parte gli restituisce ciò che in quasi trent'anni il tempo non è riuscito a concedergli: emergere.
Scrivo "in parte", poiché un pezzetto mancava ancora. Fortunatamente, il successo conquistato tra i corridoi di un immaginario ospedale (per l'esattezza, il Princeton-Plainsboro Teaching Hospital, del New Jersey) gli ha permesso di completare il mosaico con l'ultimo prezioso tassello: scrivere. Tornando al '96, infatti, il nostro "Dottore" invia a numerosi editori il manoscritto de "Il venditore di armi", servendosi però di uno pseudonimo, in modo tale da ottenere un sincero interesse senza badare al "peso" del suo nome.
Il libro, a undici anni dalla sua "nascita", viene pubblicato anche in Italia. Esce nelle librerie il 23 Maggio 2007, attraverso la Marsilio Editori. Nove giorni dopo, la sottoscritta (preciso: in periodo di preparazione agli esami universitari- sennò probabilmente i giorni si sarebbero ridotti a uno massimo due), ha letto l'ultima riga dell'ultima pagina (prima naturalmente le altre 348, intendo).
Perchè in Thomas Lang, il protagonista di questa storia, troviamo un personaggio degno di molta attenzione: coraggio, professionalità, fascino e quei toni vagamente "housiani" di ironia e strafottenza. Tutto meravigliosamente assortito. Una specie di Bond, più o meno. Sospeso tra il bene ed il male, e sempre in lotta per amore di una donna. Pagine che vi trovete a "divorare", senza mai esserne stanchi, la lettura è così coinvolgente che potreste non accorgervi che la fine del mondo tanto annunciata è arrivata proprio oggi.

Trama
Thomas Lang, è un ex poliziotto, che vive una vita tranquilla, quasi mai senza un soldo ed eternamente solo. All'improvviso si trova al centro di un uragano di "interessi". Agenti della Cia, miliardari senza scrupoli, governatori inglesi e trafficanti di armi se lo contenderanno (ciascuno per il proprio scopo).

Citazioni
- "Sei stata tu a venire qui oppure io ho ricostruito la strada attorno alla tua automobile?"
- "Cominciavo a provare il vero piacere del pattinaggio sul ghiaccio. Stavo copiando la deliziosa piroetta della tedesca che avevo davanti, e mi riusciva piuttosto bene. Ed ero anche quasi in grado di restarle attaccato alle costole, altro dato piacevole. La tedesca doveva essere sui sei anni"
- "La gente dice che i proprietari di cani somigliano ai loro cani, ma ho sempre pensato che lo stesso sia vero, se non più vero, per i proprietari di scrivanie e le loro scrivanie (...)"



Laurie è meritatamente entrato nelle librerie italiane, dategli fiducia ed entrerà altrettanto meritatamente nei vostri cuori di lettori.

4 commenti:

Ilo ha detto...

Ora mi hai proprio incuriosito con questo libro... Penso che farò un salto in libreria a comprarmelo!

Chiara ha detto...

Ilo! Sempre un piacere averti qui.
Conoscendo i tuoi gusti (nel limite del possibile, ovviamente non sono una chiaroveggente) questo romanzo non ti deluderà, pieno di suspance e risate... un ottimo libro... fai sapere!
Ci sentiamo ;)

filippo ha detto...

Io parto sempre un pò prevenuto quando una persona famosa pubblica un libro, perchè lo vedo come il capriccio di un privilegiato (ma tu hai scritto che per il romanzo il nostro caro Dr. LAurie ha usato uno pseudonimo e questo è già un punto a favore)...molte volte è stata una piacevole scoperta scoprire le doti di tali persone (come nel caso di Faletti), altre volte è stata un'inutile agonia (come nel caso del regista Wes Craven, ho abbandonato il suo romanzo a poche pagine dalla fine, quindi figurati come mi aveva preso)...Se avrò occasione, vedrò comunque di procurarmelo il libro di Laurie...ovviamente per ora non se ne parla, causa università...;)

Ciao

Chiara ha detto...

Filippo, mi trovo assolutamente d'accordo. Anche a mio avviso Faletti ha fatto benissimo ad "osare". Mentre di Craven, non ho mai letto nulla. Appena ne avrai la possibilità leggi Laurie, è un modo interessante per passare il tempo libero. Per lo meno ti fai un po' di risate! ;)
Comunque pochi sanno davvero scrivere e davvero recitare. Senza esagerare, Hugh, ha grandi capacità per farli entrambi! Magari non contemporaneamente ;P

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